Le favole della nostra infanzia ci hanno sempre presentato il matrimonio come la lieta e naturale conclusione della parabola amorosa. D’altro canto, così rischia di essere solo un momento di gioia effimera, destinato a sciogliersi nella società liquida.
Per noi vuole essere al tempo stesso una fine e un inizio: un rito che rompe lo scorrere del tempo profano e ci apre ad un nuovo cammino. Un percorso verso l’inafferrabile orizzonte, che si sottrae alle solide certezze e si fa gioco dei paracadute.
Un salto nell’ignoto, ma a una condizione: esserci sempre, l’uno per l’altra. Non è una premessa facile da farsi. Ma sappiamo di non essere due astronauti che vagano sperduti negli abissi neri dell’Universo. Oltreché sposi, saremo sempre figlio e figlia, sorella, nipoti, cugino e cugina, amico e amica. La nostra piccola famiglia fiorisce in una famiglia più grande, che con il suo caldo abbraccio ci ha amato e sostenuto sempre.
Per questo speriamo che possiate essere testimoni del piccolo-grande sì che ci scambieremo davanti a Dio il prossimo 13 settembre, perché crediamo che dietro le fattezze umane troppo umane dell’amore si celi sempre qualcosa di profondamente sacro.

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Il Santuario, cuore pulsante di un complesso architettonico che comprende la Chiesa grande e un grazioso chiostro che li collega, è per noi un luogo carico di significato e affetto. Con la sua atmosfera raccolta, i ricchi marmi e i meravigliosi affreschi, accoglie fedeli e visitatori in un mistico giardino delle delizie, che invita nel silenzio alla contemplazione interiore.
Nel nostro immaginario, rappresenta anche un ponte ideale tra Roma e Brescia. Non solo, infatti, la “Chiesa grande” è stata elevata al rango di Basilica romana minore da Papa Giovanni XXIII nel 1961, ma la devozione alla Madonna delle Grazie, a cui il Santuario è dedicato, è profondamente legata all’identità spirituale e culturale di Velletri, al punto che nel 1949 la Madonna delle Grazie è stata proclamata patrona della sua diocesi.